In Carne e Ossa

Filosofa, santa, martire e compatrona d’Europa: Edith Stein

Se la religiosità vi fa pensare a persone solo dedite alla preghiera e alla meditazione, non conoscete la figura di Edith Stein.
Nata a Breslavia il 12 ottobre 1891, figlia di genitori di origine ebrea, Edith Stein, in religione Teresa Benedetta della Croce, è stata una monaca cristiana, filosofa e martire.

Edith si distinse per la sua intelligenza fin da piccolissima: trascorreva infatti moltissimo tempo a leggere i testi di letteratura antica e moderna, e i libri di filosofia. Ma non fu al diploma che Edith si fermò: nel 1911 la donna, unica in una classe interamente maschile, proseguì gli studi presso l’università di Breslavia.
Fu la filosofia di Edmun Husserl a catturale l’attenzione di Edith, che decise di studiare all’università di Gotting, in cui il fenomenologo teneva le lezioni. L’incontro con Husserl segnerà per sempre la vita della Stein, tanto che di lì a poco la giovane divenne la sua assistente personale.

Nel 1914 però le lezioni furono sospese a causa della prima guerra mondiale, ed Edith riuscì a laurearsi appena in tempo nel 1915, dopo la riapertura delle università: il risultato fu maxima cum laude.

Edith però si rendeva conto degli orrori della guerra, ed è per questo che decise di dedicarsi al sostegno degli ammalati durante i combattimenti, e di impegnarsi nell’attività politico sociale iscrivendosi al Partito Democratico Tedesco, che fra i tanti obbiettivi aveva quello di conferire il diritto di voto alle donne.

L’incontro con la religione avvenne nel 1921, quando la donna lesse l’autobiografia della mistica santa Teresa d’Avila e si convertì, rimasta così affascinata da quella figura.
Tra preghiera e insegnamento la Stein si dedicò alla traduzione di opere classiche e nel 1931 divenne lettrice all’Istituto di pedagogia scientifica a Münster, ma le leggi razziali del governo nazista la obbligarono a dimettersi nel 1933.

Il 12 aprile 1933, alcune settimane dopo l’insediamento di Hitler al cancellierato, Edith Stein scrisse a Roma per chiedere a papa Pio XIdi non tacere più e di denunciare le prime persecuzioni contro gli ebrei.

Edith Stein entrò nel monastero carmelitano a Colonia nel 1934 e prese il nome di Teresa Benedetta della Croce. Per proteggerla dalla minaccia nazista, il suo ordine la trasferì al convento carmelitano di Echt nei Paesi Bassi, dove continuò la ricerca filosofica.

La minaccia del nazismo avanzava, ed Edith non era più al sicuro nemmeno nei Paesi Bassi: quando il 20 luglio 1942 la conferenza dei vescovi olandesi prese posizione contro il regime nazista, facendo leggere in tutte le chiese un proclama ufficiale di condanna, la risposta nazista che seguì fu durissima: arresto di tutti gli ebrei convertiti.

Edith e sua sorella Rosa, anche lei ebrea convertita, vennero catturate e deportate al campo di concentramento di Auschwitz, dove furono uccise nelle camere a gas il 9 agosto 1942.

Edith è oggi santa, e compatrona d’Europa, ma non solo: dà anche il nome a un prestigioso premio assegnato ogni due anni a persone, associazioni o istituzioni distintesi per il loro impegno sociale e civile.

Un commento

  • Silvia

    Dopo la lettura della “vita” di Teresa d’Avila, svolta in una sola notte, chiuse il testo ed esclamò:”Qui c’è Dio”. E si convertì all’istante alla fede cattolica. Un esempio luminoso per i credenti, una maestra di pensiero anche per i laici. Grazie Signore per il dono di Edith Stein.

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