Attualità al Femminile

“Con dolore partorirai figli” “No grazie, faccio l’epidurale”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che potersi sottoporre all’epidurale – ossia l’anestesia locoregionale utilizzata per non far sentire dolore alle partorienti, pur lasciandole coscienti – è un diritto di tutte le donne.

Il famoso passaggio della Genesi 3, 14-19, “Con dolore partorirai figli”, quindi, deve essere solo un vago ricordo dei tempi biblici e non la promessa del destino materno. Per chi vuole, ovvio. Per tutte le altre resta il dolore e la medaglia al valor civile.

Eppure, l’Italia è tra gli ultimi Paesi in classifica per quanto riguarda la richiesta e l’utilizzo di questo trattamento: solo, circa, una donna su cinque.

Ebbene, io sono LA donna su cinque. Ho partorito senza grossi dolori e ho un ricordo bellissimo della nascita di mia figlia. Lo dico serenamente ed orgogliosamente.

Ma andando con ordine:

personalmente non mi sono mai interessata alla questione. Fino al mio settimo mese di gravidanza, quando ho realizzato che, poco dopo, avrei dovuto partorire. E non avevo proprio scelta: prima o poi toccava a me. Così vai di navigazione su Google per documentarmi sui parti (!), via di libri sull’argomento, giravolta con lo stalking all’amica che ha appena partorito per capire “esattamente cosa senti”, corsa a fare il corso pre-parto e poi – Andale! – il colloquio con l’anestesista per il consenso informato al trattamento. Che devi prestare prima, quando sei lucida, perché in corso di travaglio firmeresti anche il tuo certificato di morte.

In questa centrifuga, per la prima volta, mi sono confrontata col mondo delle partorienti e ho capito una cosa: alle volte siamo noi donne stesse ad essere le più acerrime nemiche di questa pratica; come se per essere madri appieno, per partorire davvero, si debba necessariamente soffrire. Come se partorendo con l’epidurale, tu fossi una rammollita, una viziata che pretende di non soffrire laddove tutte e sempre hanno sofferto. E, peggio, tu fossi madre a metà: perché hai scelto di non soffrire neanche per tuo figlio o tua figlia.

Invece, io vi faccio questa confidenza: orgogliosamente, dichiaro sempre di aver partorito SENZA dolore e incomprensibilmente mi sento madre appieno, “lo stesso”. Di più: racconto che ho chiesto che mi venisse inserita la cannula prima ancora che i dolori diventassero forti ed insopportabili. Certo, ho scelto un ospedale dove questa politica è tollerata e dove non ti senti sbagliata se chiedi l’epidurale: non la devi supplicare, insomma. Sono dovuta andare a partorire più lontana da casa, ma lo rifarei mille e mille volte. Cioè: non che voglia fare altri mille parti, ovvio, si fa per dire.

Quindi, future mamme, primipare o bis-mamme in procinto di parto:

se volete, e il quadro clinico ve lo consente, chiedetela l’epidurale, pretendetela; e se l’ospedale più vicino a voi è fermo ai tempi antichi, spostatevi, andate dove potete sentirvi madri nel vostro modo di partorire.

E se avete partorito con partoanalgesia non vergognatevi: raccontatelo.

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