Belladonna

Belladonna – Come fosse un gioco

Uno stuolo di nipotini da intrattenere, e il lavoro agricolo da fare, come conciliare le due cose? Con un po’ di ingegno, e gli attrezzi giusti, si può rendere ogni lavoro un gioco, un passatempo adatto anche ai più piccoli.

Chissà perché si è sempre più propensi ad ubbidire ai nonni che ai genitori, ma soprattutto, ad aiutarli nelle loro faccende. Ecco perché quando questi dovevano pigiare uva o mele per farne succo, o smielare le arnie, noi nipoti eravamo sempre in fila attendendo il nostro turno impazienti.

Per gli adulti era un dovere, per noi un gioco, ed era sempre molto divertente!

Quale bambino non ama sporcarsi i piedi o girare la manovella dello smielatore più velocemente rispetto al cugino precedente?  E così, a nonni e prozii toccava curarci e “curare” come svolgevamo il compito, anche perché spesso, dopo il nostro passaggio, dovevano ripassare o rifare il lavoro 😉

Sempre in coda a loro, anche solo per scoprire nuove cose…

Si iniziava dalla stalla: lo zio mungeva e noi in trepida attesa sulla porta con in mano un cucchiaio. Appena il recipiente colmo di latte veniva nella nostra direzione, subito reclamavamo il nostro lato a bordo secchio. Posto a terra, ingordi, tutti in cerchio, trangugiavamo la golosa schiuma di latte appena munto, tiepida e spumosa: una vera bontà!

Il latte, rimasto, veniva poi spannato dalla nonna, la quale eseguiva il tutto con molto garbo. La panna serviva per farne burro; riversata in bottigliette di plastica, era pronta per la lavorazione. Tutti sul divano, ognuno con la propria bottiglia in mano… 1, 2, 3, e si iniziava! Sbattevamo energicamente il contenuto finché la panna non si rapprendeva creando dei grumi, in seguito manipolati, ed era allora che veniva decretato il vincitore.

Non so se abbiate mai provato a realizzare del burro fatto in casa, ma lo scuotere energicamente la bottiglia e farne piroette è davvero un divertimento. Il risultato? Bambini indaffarati e gioiosi e nonni soddisfatti per il prodotto.

Con il latte, gli adulti preparavano taleggio e formaggini. Durante quei passaggi, li osservavamo con grande ammirazione e gola, anche perché alla fine della giornata ci spettava un po’ della golosa pasta di formaggino fresca.

Apprezzavamo anche frutta e verdura perché colti dai nonni, anche grazie al nostro aiuto; eravamo ingolositi nel gustarci anche prodotti sani e genuini, per la felicità dei nostri genitori.

Apprendevamo ogni giorno, ed ogni giorno reclamavamo maggiore indipendenza. Peccato che una volta mio cugino, certo di far cosa gradita, raccolse tutti i pomodori nell’orto, suo malgrado erano tutti acerbi. Io però non posso giudicare, perché feci lo stesso con un’aiuola di gladioli, utili ad addobbare la chiesa nelle messe estive del paese; inutile dirvi che bastarono solo per una funzione 😉

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